Concorso nazionale di progettazione “la casa leggera 2009″ nell’ambito del Premio d’Architettura Ernesto Lusana. Un concorso capace di promuovere la ricerca di nuove tipologie abitative compatibili con le mutate esigenze dell’abitare, superando gli schemi tradizionali distributivi degli alloggi.
Tema: Progettazione preliminare di un edificio sperimentale di edilizia residenziale pubblica.
Il progetto elaborato da In4mal e a3e|studio è contraddistinto dalla reinterpretazione dell’edificio in linea classico, a quattro alloggi per piano, in favore di una tipologia di linea più snella, corpo di fabbrica ridotto a 7,5m, capace di accogliere ad ogni piano un ballatoio di pertinenza per unità abitativa. Uno spazio capace, come un giardino verticale, di trasformarsi in una naturale continuazione dell’alloggio verso l’esterno, arricchendosi di funzioni e ambiti vitali che in genere caratterizzano i piani terra.
I sistemi di facciata si differenziano nettamente in funzione dell’esposizione e del contributo richiesto alla climatizzazione interna: a SE un sistema schermante avvolge il ballatoio e si caratterizza per l’impiego di brise-soleil in bambù, ad ante scorrevoli con chiusura a libro, capace di filtrare la luce sulla zona giorno donando libertà e leggerezza alla facciata, che in continuo mutamento asseconda i desideri di luce e ombra dei residenti; a NO viceversa il sistema oppone un forte pieno all’esposizione più sfavorevole, schiudendo aperture a tutta altezza modulate per ritmo e ampiezza scopre il grande spessore murario che lo caratterizza.
L’attacco a terra presenta tipologie di alloggio simili a quelle dei piani superiori, ma arricchite da ampi giardini su tutti i fronti e accessibili ai portatori di handicap.
Il piano di copertura è un solarium collettivo, con pavimento flottante in legno scavato da piccoli crateri verdi per il relax e il tempo libero, dal quale godere della vista panoramica verso il castello. Il solarium è protetto da una copertura metallica a sbalzo sul cui estradosso sono allestiti i pannelli captanti degli impianti solari.
La composizione appare chiaramente distinta dai due differenti trattamenti di facciata, antitetici e contrapposti, funzionali all’esposizione, alla visibilità e all’uso degli spazi interni. I due differenti fronti definiscono un volume che appare sospeso, distinto dal piano terra, compatto e carico di valori d’ombra, e dalla copertura collettiva, eterea e smaterializzata.
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